Perdita di memoria: attenzione anche allo stress!

La perdita di memoria da stress è molto più comune di quanto pensiamo. Questa disfunzione cognitiva è spesso vissuta con grande preoccupazione e ansia: dimentichiamo appuntamenti, conversazioni, nomi ed anche quella cosa importante che dovevamo comprare. Quando soffriamo di queste perdite di memoria momentanee, a volte persino sconcertanti, spesso le viviamo con una certa paura: sarà il primo segno di demenza? Non giungiamo a conclusioni affrettate! Prima di pensare ad un deterioramento cognitivo, dobbiamo sapere che circa l’80% delle piccole perdita di memoria quotidiane sono causate da stress. Tuttavia, lungi dal tirare un sospiro di sollievo dopo aver escluso una demenza precoce, è importante prendere in considerazione un fatto: lo stress cronico e i disturbi d’ansia mantenuti nel tempo alterano il funzionamento cerebrale e molte sue strutture. Il cervello è molto vulnerabile al nostro stile di vita e, in particolare, a come gestiamo le nostre preoccupazioni e tensioni quotidiane. Poche cose possono essere più angoscianti che dimenticare cose importanti nel quotidiano, decisive per sentirci competenti e responsabili in ogni area della nostra vita di tutti i giorni. Per capire cosa si cela dietro la perdita di memoria da stress, dobbiamo tirare in ballo il cortisolo. Questo glucocorticoide secreto dalla ghiandola surrenale viene rilasciato in risposta allo stress. Eccessivi livelli di cortisolo in un dato momento non rappresentano alcun problema, anzi possono migliorare la formazione di nuovi ricordi. La situazione diviene patologica quando il rilascio di glucocorticoidi si verifica costantemente (per settimane o per mesi). In tal caso, il cortisolo agisce come agente tossico. L’ippocampo, associato alla memoria e alle emozioni, perde volume. La perdita di memoria da stress è associata anche al fatto che il cortisolo ostacola la corretta circolazione del sangue nel cervello, che in tal modo riceve meno nutrienti e meno ossigeno, portandoci anche a correre un rischio maggiore di ictus, ecc… Se il rilascio di cortisolo è costante, percepiremo un altro effetto: produrremo meno endorfine, traducendosi in maggior malessere ed incapacità di godere delle attività che prima ci piacevano. Lo stress, inoltre, aumenta lo sviluppo di sostanza bianca, che aiuta la trasmissione di messaggi per tutto il cervello, ma al contempo riduce il numero di neuroni che supportano l’elaborazione delle informazioni. Tale disequilibrio che si crea può avere effetti negativi sulla capacità del nostro cervello di comunicare con se stesso. Questo aspetto può addirittura renderci più vulnerabili allo sviluppo di malattie mentali, come la schizofrenia, la depressione, il bipolarismo, il disturbo ossessivo compulsivo, ecc…Va segnalato che il cortisolo influenza anche i cicli sonno – veglia, dunque potremmo soffrire di insonnia o frequenti risvegli notturni. Lo stress rilascia l’ormone glucocorticoide, il quale altera le funzioni delle cellule e provoca anche la comparsa dell’adrenalina. Se ci accorgiamo di soffrire di un’insolita perdita di memoria nelle ultime settimane o mesi, è meglio consultare il medico. A volte queste mancanze, escludendo con la neurologa e con la neuropsicologa l’insorgenza di demenza, possono essere associate ad una cattiva alimentazione (deficit di vitamina B12 o di vitamina D), ma anche l’ipotiroidismo può determinare queste alterazioni cognitive. Una volta esclusi problemi organici, affronteremo il problema nel modo più appropriato: gestendo lo stress. Se non si affronta il problema alla radice, lo stress accentuerà ulteriormente il problema soggettivamente percepito. Lo stress può certamente danneggiare le nostre funzioni cognitive, ma con le adeguate attività il cervello sa guarire!

Dott.ssa Federica Cincio

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